EspagnolEnglish

ZeroZeroJazz

Immagini

News

Chi è online

 24 visitatori online

ZEROZEROJAZZ  WORKSHOP 2007

1-2-3 giugno 2007 h. 16:00
Teatro Polivalente – Abano Terme
ingresso gratuito


Miroslav Vitous, Salvatore Bonafede e Kyle Gregory saranno i relatori degli incontri pomeridiani che trattano argomenti di analisi e studio al di fuori dei soliti contesti accademici, coinvolgendo attivamente i partecipanti.

Ci sarà infatti un primo appuntamento con Miroslav Vitous, intitolato “Jazz & Life”, poi un incontro con Salvatore Bonafede, “Jazz & Cinema” e con Kyle Gregory “Meditation on Integration”.

Come l’anno scorso i seminari pomeridiani sono l’anima del Festival, perché permettono a studiosi, musicisti, appassionati e curiosi di incontrare da vicino dei grandi maestri, attorno a tematiche che muovono dalla musica verso territori più ampi della cultura e della riflessione spirituale. I workshops si svolgono di pomeriggio alle 16.00 sul palco del Teatro Polivalente.

 

PROGRAMMA workshops

VENERDI' 01 giugno
Miroslav Vitous
"Jazz and life"

“Now he speaks, now he stops”…potremo così sapere di più della storica incisione di “Now he sings now he sobs” con Chick Corea e Roy Haynes, dei suoi interrogativi sullo strano titolo e della risposta in un’esagramma dei I Ching.
Now he sings the body electric? Volete saperne di più delle sue esperienze con i mitici Weather Report di cui è stato membro fondatore e del suo percorso evolutivo nel mondo delle sperimentazioni sonore e delle sue invenzioni e brevetti? Quali difficoltà poteva incontrare nel ’67 trasferendosi da un paese comunista come la Cecoslovacchia a New York? Lo sapevate che Miroslav Vitous faceva parte della nazionale di nuoto ai giochi olimpici di Monaco e di come abbia trasferito disciplina e resistenza fisica dello sport nel suo modo di suonare? Di tutto questo, così come di molte altre cose potrete venire a conoscenza e discutere avendo di fronte a voi per due ore uno dei più grandi contrabbassisti di tutti i tempi.


SABATO 02 giugno
Salvatore Bonafede
“Jazz e Cinema"

Come si può trasformare la colonna sonora di Harry Potter in jazz ? I jazzisti hanno sempre preso in prestito le colonne sonore dei grandi film sin dall’avvento del sonoro nel cinema.
A volte è successo il contrario, diversi registi hanno inserito il jazz nei loro film. Nel 1927 il primo lungometraggio col parlato in sincrono fu Il cantante di jazz di Crosland, che raccontava la storia di Al Jolson. il minstrel bianco che si tingeva mani e faccia di nero. Nello stesso anno Renoir usciva con Charleston, un flim sperimentale ancora muto d’argomento jazzistico, che prelude alla storia dei rapporti tra filmografia d’autore e musica afroamericana, sia tra le avanguardie europee e i miti d’Oltreoceano. Ma in questo workshop, condotto da Salvatore Bonafede, non si parlerà troppo della storia del Cinema e di come in quegli anni lo Swing entrò nell’industria Holliwoodiana, del musical di Broadway, dei cartoons della Disney o Warner Bros, delle relazioni tra hardbop e Nouvelle Vague o dei film di Spike Lee, ma di come invece i jazzisti si siano impadroniti da sempre delle musiche da film di grandi compositori del passato come Cole Porter e Irving Berlin continuando a suonare gli stessi brani in mille modi, o di come il jazzista oggi possa interpretare le soundtracks di maestri contemporanei come Ennio Morricone e John Williams.


DOMENICA 03 giugno
Kyle Gregory
“Meditation on Integration”

In tutto il mondo, in una notte stellata, in una melodia di Gershwin, nei nostri stessi volti esistono gli stessi principi strutturali universali che danno forma ai fenomeni che incontriamo nella vita.
La nostra esperienza della realtà è formata dalle nostre soggettive percezioni che sono condizionate dalle nostre storie personali, dalla conoscenza culturale e dalla nostra educazione. L’istruzione del mondo Occidentale ha rinforzato la disintegrazione della nostra visione. Studiamo sia la Scienza che le Arti in modo frammentario e ci hanno insegnato a vedere le differenze e non le connessioni. Questo workshop diretto da Kyle Gregory e assistito da Paolo Birro, si muoverà contro le correnti di compartimentalizzazione presentando una prospettiva unificante delle Arti Musicali e Visuali attraverso improvvisazioni collettive e attività di pittura. I partecipanti non hanno bisogno di aver alcuna preparazione musicale o di arte visuale. L’unica cosa richiesta è un po’ di coraggio nel guardare il mondo in maniera diversa.